Ricordando i Mondiali dell’82

Ricordando i Mondiali dell’82

Davanti ai teleschermi ci sono 36 milioni e 700mila persone. Il poker sarebbe arrivato quasi un quarto di secolo dopo, nella Berlino del 2006. Dalla magica notte del a�?Santiago Bernabeua�? sono passati ormai trenta��anni e alcuni dei protagonisti non ci sono piA?. Il commissario tecnico Enzo Bearzot A? morto nel dicembre del 2010, il libero Gaetano Scirea A? rimasto vittima, appena 36enne, di un incidente stradale avvenuto in Polonia alla��inizio di settembre della�?89. Nello stadio del Real gli azzurri sconfissero la Germania Ovest per 3-1 nonostante la��assenza di Giancarlo Antognoni e alla��infortunio che, dopo appena otto minuti, costrinse Francesco Graziani a uscire. Si passA? dalla disperazione, quando a metA� frazione di apertura Antonio Cabrini sbagliA? un rigore, alla gioia piA? sfrenata: nella ripresa a segno Paolo Rossi su cross di Claudio Gentile, Marco Tardelli con un tiro dal limite della��area (il suo successivo urlo di gioia A? il simbolo della competizione) e Alessandro Altobelli. I tedeschi risposero con il solo Paul Breitner. E poi fu festa grande con il capitano Dino Zoff che alzA? al cielo la coppa consegnatagli dal re di Spagna Juan Carlos. Una��immagine immortalata, in un quadro, anche da Renato Guttuso.

E poi come dimenticare la��incontenibile entusiasmo del presidente della Repubblica Sandro Pertini che, nel viaggio aereo di ritorno, in coppia proprio con Zoff sfidA? a scopone scientifico Franco Causio e Bearzot? E dire che il cammino della��Italia, nel girone di Vigo, era stato alquanto travagliato. Zero a zero alla��esordio con la Polonia, uno a uno (con gol di Bruno Conti) contro il PerA?, e altro 1-1 (a bersaglio Graziani) col Camerun. Polemiche a non finire, con la��allenatore contestato per non aver convocato Evaristo Beccalossi e Roberto Pruzzo, e soprattutto per aver insistito su un Rossi inizialmente spento. Alla fine la decisione del silenzio stampa. Le cose cambiarono radicalmente nei match, sulla carta impossibili, con Argentina e Brasile disputati al SarriA� di Barcellona. Il confronto con i biancocelesti, ricordato anche per il leggendario duello tra Gentile e un giovanissimo Diego Maradona, fu conquistato dalla��Italia per 2-1: colpirono Tardelli e Cabrini prima del punto realizzato da Daniel Passarella. Decisiva fu la gara, ricchissima di emozioni, con la Selecao. Gli azzurri, obbligati a vincere, sbloccarono subito il risultato proprio con Rossi. Pareggio dei sudamericani con Socrates, e nuovo vantaggio della��undici di Bearzot con Rossi che siglA? anche il definitivo 3-2 dopo che Paulo Roberto Falcao, allora in forza alla Roma, aveva firmato il 2-2. Poi, al Camp Nou di Barcellona, la semifinale con la Polonia che fu una formalitA�: altri due gol di Rossi, uno per tempo, e pratica archiviata con un agevole 2-0.

 

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